Dio non esiste

Per la serie “argomenti di alto livello filosofico-culturale trattati da un ingegnere“, oggi esordisco con un simpatico monologo contro l’appartenenza ad una Chiesa, contro la fede in una religione, contro la certezza dell’esistenza di Dio.

E se anche voi, come gran parte delle persone, a leggere la frase precedente avete pensato “e io che credevo fosse un bravo ragazzo“,  “guarda un po’ questa gioventà bruciata”, “figuriamoci… tempo un paio d’anni e cambierà idea come tutti”, allora è il caso che proseguiate nella lettura perchè si può non essere d’accordo, ma ascoltare le ragioni di chi la pensa diversamente è sempre utile e non può che ampliare le conoscenze, soprattutto quando queste idee sono minoritarie (noi atei ci sorbiamo il Papa tutti i giorni, abbiate pazienza!).

Dato che è praticamente impossibile intavolare una discussione sull’argomento “ateismo” senza sentirsi colpevoli di attaccare alle fondamenta gli ideali e la morale dei credenti… quale posto migliore di un blog per spiegare le proprie ragioni, non interrotti da nessuno e con la completa libertà di pesare e scegliere le parole giuste?

Ora, tralasciando inutili orazioni anti-clericali che lasciano il tempo che trovano (non scrivo del male provocato dalla Chiesa nella storia, cerco di andare direttamente al nocciolo della fede in una religione), provo a spiegare le mie ragioni, partendo dal presupposto che:

Gli atei annoiano perché parlano sempre di Dio
(Heinrich Böll)

… e quindi ben pochi leggeranno questo post, che tra l’altro è davvero lungo !!


  • Chi siamo? Cosa ha dato inizio alla vita? Qual è il nostro scopo?

L’uomo ha sempre cercato una risposta a queste domande, la risposta più comune e la più semplice è sempre stata: DIO.

Ateo: dal greco atheos, composto da α-, “senza”, e θεός, “dio”, cioè letteralmente “senza dio”.
Indica una persona che considera il concetto di essere soprannaturale come una costruzione mentale dell’uomo.

Le popolazioni tribali, gli egizi, i greci… tutti hanno venerato gerarchie di divinità con cui riuscivano a dare una spiegazione alle tempeste, alle catastrofi naturali, al muoversi del sole nel cielo, alle stelle… a tutto ciò che era ignoto si affiancava una divinità apposita che coprisse questa ignoranza come una foglia di fico copre qualcosa di cui vergognarsi.

Con il passare dei secoli sono nate le religioni a cui il mondo crede tutt’ora.
Islam, Cristianesimo, Induismo… nelle enormi diversità che contraddistinguono queste fedi, tutte rispondono all’originaria paura dell’ignoto, danno risposte semplici alle domande di fondo a cui la scienza non ha dato ancora risposta o a cui non si può dare risposta a causa della nostra limitata visione dell’universo.
Tutte le religioni presenti e passate sono un’evoluzione delle credenze presenti nella società in cui sono nate, contengono elementi in comune tra loro ed elementi di disaccordo, variabili in base alla cultura, l’ambiente o alle ragioni economiche della zona in cui si sono sviluppate.

Se i triangoli facessero un Dio, gli darebbero tre lati.
(Charles de Montesquieu)

Qualche esempio?

– Gesù non ha mai detto di essere nato da una vergine concepita per volere di Dio, non ha mai istituito gerarchie ecclesiastiche, non ha mai parlato di norme, ordini di successione, liturgie, formule, riti, non ha mai pensato di creare una sterminata serie di santi. Tutto questo è stato stabilito a tavolino successivamente, spesso secoli dopo.
– Il cristianesimo ha inventato la regola del celibato dei preti nel 1074 per fare in modo che i feudi assegnati ai vescovi non passassero ai figli come eredità e tornassero all’imperatore…
– Il “Credo” così come lo conosciamo deriva dalle decisioni prese nel concilio di Nicea del 325dc, dall’imperatore Costantino con 320 vescovi.
– La linea etica-morale che vescovi e fedeli dovrebbero seguire viene modificata anno dopo anno dalle famose encicliche papali, che partono ovviamente da un’interpretazione assolutamente personale dei testi sacri. Testi sacri che comunque sono stati messi per iscritto 20-40-60 anni dopo la morte di Gesù (vedi qui) e mettono su carta quello che la tradizione orale ha fatto trapelare, con tutti gli errori e le leggende che si possono aggiungere in decenni di storie passate bocca per bocca.

Agnostico: dal greco a-gnothein cioè “non sapere”.
Indica colui che sospende il proprio giudizio sulla questione dell’esistenza/inesistenza di Dio, perchè mancano prove a favore di una o dell’altra ipotesi.

Come si fa a credere ad una religione che cambia completamente interpretazione di secolo in secolo per ragioni politico-economiche? Come si fa a non capire che la Chiesa è stata costretta a fare delle aperture sociali per venire incontro alla società che stava cambiando (e quindi per evitare la perdita di fedeli)?
Fosse dipeso dalle gerarchie ecclesiastiche verrebbe insegnato il creazionismo nelle scuole, le donne sarebbero ancora considerate delle macchine da figli da chiudere in casa, fare sesso prima di sposarsi sarebbe una vergogna immonda e l’omosessualità sarebbe perseguitata come una malattia di cui vergognarsi!

Quindi, perchè si crede all’incredibile?

  • La forza della fede

Cosa dona alle religioni il potere che hanno sempre avuto e continuano ad avere sulla mente degli uomini?

  • Le nette, indiscutibili ma semplici spiegazioni che la religione propone per spiegare l’ignoto riescono a convincere tutti in modo immediato e rassicurante, senza necessità di lunghe riflessioni o studio. Al contrario la difficile spiegazione scientifica basata sull’esperienza non è alla portata di tutti, spesso è difficile da comprendere anche nel caso in cui è sicuramente vera e iper dimostrata dai fatti (l’evoluzione umana, la relatività del tempo e dello spazio…). In ogni caso, la risposta della scienza spesso è molto meno “romantica” e piacevole della versione religiosa (volete mettere essere creati da Dio piuttosto che evolversi dai protozoi???).
  • Le ritualità tradizionali (che spesso non hanno alcun senso) hanno l’enorme potere di unire i singoli individui che così possono sentirsi parte di una comunità; è indubbio che stare nel branco è molto più semplice che vivere solitari a causa delle proprie idee, così diverse dalle altre… Che senso ha recitare il rosario? e ripetere più volte a macchinetta delle preghiere per espiare i peccati? è proprio necessario inchinarsi verso La Mecca ad orari prestabiliti? Credo che ben pochi ritengano che questi atti abbiano senso, ma se tutta la comunità decide che sono giusti e hanno valore, allora nessuno trova la forza anche solo di pensare a quanto siano sciocchi, e vengono eseguiti automaticamente senza rifletterci troppo.
  • Pensare di essere l’obiettivo della Creazione, poter discutere con una divinità a cui poter “chiedere” favori o protezione dà una grande sicurezza… convincersi che i propri cari che sono morti vivono una seconda vita migliore di quella terrena è una fantastica forma di autodifesa psicologica che permette di superare anche i momenti più difficili.
  • Vivere una vita cercando di comportarsi come si crede venga detto nelle scritture “dettate” da Dio elimina ogni dubbio di essere errore e rassicura della propria buona condotta.

Gli uomini credono volentieri ciò che desiderano sia vero
Giulio Cesare

Le religioni quindi soddisfano l’egocentrismo dell’uomo che non riesce ad ammettere la propria ignoranza e non vuole vedere quanto lui stesso è insignificante al cospetto dell’universo e della natura. La fede in Dio infatti umanizza la natura e dà all’uomo la sensazione che le forze fisiche siano sue alleate, disegnate in ad-hoc da una divinità che ha come unico obiettivo la realizzazione di un mondo adatto alla vita umana.

Non importa quindi che la religione sostenga cose giuste o sbagliate, dica verità o menzogne,  non interessano le contraddizioni continue e l’evidenza che mostra come il tempo modifichi radicalmente le posizioni di quella fede che invece sostiene di avere degli ideali fermi e immutabili… noi veniamo educati fin da neonati alla fede ed è rarissimo che qualcuno inizi a porsi delle domande sulle fondamenta su cui poggia l’intera religione a cui tutti fanno affidamento, con religioso rispetto e cieca fede. Proprio l’educazione religiosa ricevuta fin da bambini ci porta a “sentire dentro” che Dio esiste, un po’ come i numeri ci sembrano un modo ovvio di ragionare ed invece è solo un’astrazione umana creata per spiegare il  mondo tramite formule, per facilitare gli scambi eccetera. E dato che credere è così conveniente, perchè mai porsi certe domande? Dato che conosciamo ottime persone che sono credenti, allora esserlo è cosa buona e giusta, che senso ha provare un’altra via, molto più impegnativa perchè personale e da costruire passo passo studiando, leggendo e soprattutto riflettendo?

Ora, qui mi sembra giusto specificare che esistono ovviamente dei credenti che affrontano la fede con serietà e senza pregiudizi, facendosi domande e cercando di non appiattirsi sulle posizioni definite dalla società, e sono quindi tanto liberi quanto un non-credente. Al contrario esistono moltissime persone che si disinteressano completamente della religione e a volte sono considerati “atei/agnostici”, in genere non hanno posizioni politiche e si interessano esclusivamente dei problemi immediati della quotidianità… queste ultime persone sono il prototipo di coloro che col passare degli anni si avvicineranno alla religione quando e solo se ne avranno bisogno, perchè la totale mancanza di riflessione personale non può che portare all’adeguarsi alla tradizione, a lungo termine. La percentuale di “menefreghisti” rispetto al totale è in costante aumento ed è il vero problema della nostra società, tutta concentrata sul proprio orticello privato e troppo impegnata a farsi i fatti propri per accorgersi di cosa gli succede attorno.
Ovviamente è mille volte meglio un credente che riflette autonomamente piuttosto che un non credente deficiente. E ce ne sono tantissimi di quest’ultima categoria.

  • I mali della religione

no alla religioneMa se i veri problemi dell’occidente sono il menefreghismo e il nichilismo, allora perchè tutto questo “odio” verso la religione?

Perchè la religione impedisce un’educazione pienamente razionale, facilitando la propagazione di teorie prive di ogni fondamento: una volta che una persona è portata a credere ad una fede senza alcuna prova tangibile, cosa gli impedisce di dare un senso anche all’astrologia, ai tarocchi, a scientology e alle sette new age? Se una cosa può essere vera anche senza alcun riscontro, perchè non possono esserlo tutte le altre teorie?

La religione inoltre viene usata come grimaldello per convincere la popolazione a sacrificarsi in battaglia, anche quando la guerra è palesemente fatta per motivi politico-economici (esempi dall’attualità sono l’Iraq e l’Afghanistan). Gli Stati in guerra fanno credere alla propria gente che si tratti di una lotta santa per gli ideali “divini” a cui ci sarà sicuramente una ricompensa eterna. In occidente va molto di moda la “missione di pace”, utile a mettere a tacere l’ala religiosa più pacifista, ma lentamente si spinge la popolazione a convincersi di essere una civiltà superiore che abbia il compito di esportare le proprie idee e i propri regimi democratici in tutto il mondo, anche con la forza se necessario. Senza la religione il fanatismo sarebbe infinitamente meno grave e il terrorismo suicida sarebbe limitato a pochi pazzi.

Credere che dopo la morte ci sarà Dio che punirà i colpevoli e premierà i giusti permette ai potenti di mantenere lo status quo nella società, la religione infatti scoraggia che le persone si attivino ora e subito per eliminare le ingiustizie e tentare di realizzare una società giusta in questa vita, invece che aspettare la prossima. Nell’induismo la divinizzazione delle caste, a capo delle quali ci sono i sacerdoti (guarda il caso), è una forma palese di controllo della popolazione per mezzo del divino, ma anche nel cristianesimo la forte spinta ad aspettare la giustizia nella vita post-morte limita enormemente la forza propulsiva delle persone verso i cambiamenti.

Se si trasferisce il centro di gravità della vita nell’aldilà – nel nulla – si è tolto il centro di gravità alla vita in generale.
(Friedrich Nietzsche)

La religione è ovviamente interpretata dalle persone, e anche con la massima buona fede alla lunga si finisce ad autoconvincersi che la propria vita sia perfettamente in linea con i voleri della divinità di turno… Tutto quello che non piace diventa “una metafora”, i punti a proprio vantaggio invece vengono presi alla lettera e seguiti con tutta la forza. In questo modo ogni persona riesce a ritrovarsi nelle pagine del libro sacro di turno, elevando le proprie idee al livello del divino, screditando quelle degli altri e aumentando l’intolleranza.

Esempi?il papa in silenzio?
I repubblicani USA o i leghisti in Italia pensano di essere cristiani al 100% difendendo la tradizione e la religione anche con la forza, magari esportando in ogni modo i propri ideali superiori; i “centristi” invece ritengono che la vera santità sia raggiungibile seguendo i voleri del Papa di turno, lottando contro l’aborto e per la famiglia tradizionale, avversando il progresso ed esaltando la tradizione cristiana… in modo completamente diverso i “cristiani di sinstra” hanno come primo obiettivo la pace e l’uguaglianza, si impegnano nelle lotte terzomondiste e spesso sono in disaccordo con il Papa e la Chiesa se non seguono quella che è la loro visione degli ideali di Gesù. Ma non ci si ferma a queste categorie, ovviamente! Anche i terroristi sono assolutamente certi di fare il volere di Dio, la destra fascista e il Ku Klux Klan sono cristianissimi, i mafiosi hanno tutti la Bibbia sotto mano!
Chi può dire chi è nel giusto?? Nessuno, visto che tutti si basano sullo stesso testo liberamente interpretabile che anche la stessa Chiesa ha letto in maniera completamente diversa secolo dopo secolo (famoso il “fermati o Sole” su cui la Chiesa ha condannato Galileo per la teoria eliocentrica).

Nessuno è più pericoloso di chi crede che i propri pensieri siano i pensieri di Dio
(Pino Caruso)

  • Ok, ma come fai a dire che non esiste?

E’ ovvio che per definizione non si può provare l’esistenza o l’inesistenza di Dio, ogni ragionamento razionale viene scavalcato quando si inizia a parlare di Dio come un’entità fuori dal tempo e dallo spazio.
Ma di quante cose non si riesce a dimostrare la non-esistenza, pur restando certi che sono invenzioni? Il Dio cristiano può esistere tanto quanto gli Dèi dell’Olimpo o dell’antico Egitto, come mai invece la nostra cultura ritiene questi ultimi un parto della mente umana mentre all’opposto il nostro Dio è reale? In realtà nessuna di queste ipotesi è più probabile dell’altra!
Le alternative in gioco (Zeus esiste, Zeus non esiste) NON SONO UGUALMENTE ragionevoli, non sono “sullo stesso piano”, per questo tutti noi non siamo agnostici ma atei in confronto a queste divinità antiche. Siamo CERTI che gli Dei greci siano un’invenzione umana, anche senza averne delle prove schiaccianti e definitive, di cui non c’è assolutamente bisogno.
La nostra società è quindi atea rispetto a Zeus, Apollo e Babbo Natale ma credente rispetto al Dio cristiano, solo perchè quest’ultima è la divinità ufficiale della nostra epoca e della nostra società, come stabilito da Costantino nel 313 dC e come confermato dalle guerre che abbiamo vinto evitando che altre religioni diventassero la nostra. O pensate veramente che se foste nati in Iran sareste comunque cattolici?

Un ateo cerca di mantenere un atteggiamento oggettivo e ritiene che tutte le fedi abbiano la stessa matrice “umana”.
Dopotutto guardando gli ultimi 5 mila anni di storia  si scopre che l’uomo si è sempre inventato una o più entità superiori come spiegazione al “tutto” e alla vita. La nostra società non è diversa dalle precedenti, nonostante una cultura media molto più alta e tutte le scoperte scientifiche a spiegazione di gran parte dei fenomeni fisici che osserviamo, si ha ancora bisogno di una spiegazione divina alla vita e alla morte, vogliamo qualcuno che ci indichi una via da seguire e stabilisca cosa sia il bene e cosa sia il male.
Ma anche se Dio desse senso alla nostra vita, ciò non lo renderebbe vero.

simboli religioni

Lasciare i confortevoli miti tradizionali può sembrare difficile ma crearsi una conoscenza plurale grazie ad una libera ricerca per mezzo di pensatori di oggi e di ieri, prendendo spunti da tutto quello che ci circonda anche da quello di buono che fanno le religioni, rende orgogliosi e sopperisce alla mancanza di certezze a cui si va incontro rifiutando i precetti divini.
La felicità e l’amore non valgono meno se non sono eterni! Sapere che la morte è definitiva non vieta di vivere serenamente, anzi ne aumenta l’importanza!

Non credere a Dio non significa fregarsene di tutto, anzi… un ateo segue delle proprie regole morali, stabilisce autonomamente cosa è bene e cosa è male, cercando di apprendere il più possibile stando “sulle spalle dei giganti”, leggendo tutto il possibile e formandosi un’idea che a volte può avvicinarsi moltissimo a quella delle persone credenti, ma senza la necessita di postulare l’esistenza di qualche essere soprannaturale, assolutamente ininfluente a comprendere cosa sia giusto e cosa sia sbagliato.
Essere ateo è una spinta a fare delle scelte personali ed ad assumersi delle responsabilità, senza conformarsi ad una morale preconfezionata e imposta dalla società in cui si nasce.

E quindi sì, si può avere un’etica anche senza religione, anzi, senza religione si ha libertà di decidere cosa sia REALMENTE meglio per tutti, sia ha un’apertura mentale che non si fonda su ideologie vecchie che impiegano secoli per aggiornarsi ai cambiamenti della società, progressi che vengono sempre avversati da coloro che temono di perdere il proprio potere e la propria influenza.

  • The End

Ho scritto questo post per far capire le ragioni degli atei a chi spesso non riesce nemmeno ad immaginare come sia possibile non credere nell’esistenza di Dio, per mostrare che la mancanza di fede è tutt’altro che disinteresse e nichilismo… L’obiettivo non è certo “convertire” nessuno, anche perchè su questi temi universali ci si fa un’opinione chiara solo in tempi molto lunghi e riflettendone autonomamente.

Alcune domande a chi si ritiene credente però mi sorgono spontanee: avete mai VERAMENTE pensato che la religione possa essere tutta un’invenzione dell’uomo per difendere se stesso? La non esistenza di un essere superiore cambierebbe veramente qualcosa? Dare un senso alla vostra vita dipende dalla presenza di questa entità o dagli obiettivi che vi siete prefissati per la vostra vita?
Avete uno spazio sotto per commentare, fatevi avanti.

* qui trovate una pagina di commenti al post fatti su un altro sito ma piuttosto interessanti, per chi volesse approfondire ulteriormente

Alcune fonti d’ispirazione consigliate (soprattutto la prima):

– Russell: Perchè non sono Cristiano
– Augias: Inchiesta sul Cristianesimo
– Odifreddi: Il Vangelo secondo la Scienza
– documentari BBC: The Atheism Tapes

 

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  1. Olariu "Dueperdue" Vlad
    23 settembre 2009 alle 14:55

    Ciao.
    Sono completamente d’accordo con il tuo discorso.. io sono di religione cristiana non per scelta, ma mi hanno 2abbilgato fin da piccolo.. infatti ora mi considero Ateo. Non capisco proprio il senso della religione.. sarà perché l’uomo ha bisogno di credere in qualcosa al di sopra di se stesso..

  2. bigdoby
    23 settembre 2009 alle 17:37

    bella ZaX, sono circa tutte le ragioni che sostengo ogni volta che mi trovo a parlare (o meglio discutere) di religione con un credente… tu le sintetizzi (neanche troppo sinteticamente..) in un bel post, complimenti!!!
    adesso invece che incazzarmi per mezz’ora, apro il tuo blog, dico: “leggi, tra 15 minuti ne riparliamo…” cosi mi evito la solita menata… mi ricordo ancora mia madre in lacrime che 7-8 anni fa spiega a mia zia di Perugia che :” Roberto l’e’ ateo, ma sa pol…” in canna, continua con questi bei post!!!

    • ZaX
      23 settembre 2009 alle 22:24

      grazie Bigdoby, sono contento di non essere l’unico a pensarla così.

      Il post cmq è fatto anche per discutere con i credenti, quelli “seri” però, astenersi bigotti, intolleranti e cervelli sottovuoto.
      Vediamo un po’ cosa ne esce 🙂

    • Noemi
      23 dicembre 2009 alle 11:50

      a mia madre e a mia nonna quando ho comunicato loro che avevo fatto domanda di sbattezzo…stava per venire un colpo!

  3. thoeni
    24 settembre 2009 alle 08:21

    Per ora ti va male, perché tre commenti su tre sono dalla tua parte… e per la prima volta mi troverei a pensare ai religiosi come una “maggioranza silenziosa”.
    Comunque mi è proprio piaciuto, è scritto bene, chiaro e scorrevole! Devo dire la verità, mentre leggevo avevo proprio un sorriso compiaciuto 🙂
    Il libro di Russel l’ho letto al liceo, gli altri due no… ma il documentario della BBC me lo vado a cercare subito… chissà come mai da noi ‘ste cose non le fanno!

    A presto, ciao!

    • ZaX
      24 settembre 2009 alle 09:17

      Grazie anche a te Thoeni!
      I commenti religiosi al momento sono finiti tutti su un sito parallelo, ma li posto e aggiorno sul post successivo, qui il link:
      https://logzero.wordpress.com/2009/09/25/commenti-dio-non-esiste/

      Il documentario della BBC è straconsigliato, sono 6 puntate-intervista a 6 scienziati-filosofi tra cui Dawkins, i sottotitoli li trovi su italiansubs.net.

      Ciao!

  4. Alex
    25 settembre 2009 alle 18:14

    Perfettamente in linea con ciò che ho sempre pensato,non aggiungo altro!

  5. 29 settembre 2009 alle 11:12

    Ciao Samuele, ho letto il tuo post con molta attenzione e lo condivido pienamente.
    E’un piacere leggerti…

  6. been
    14 ottobre 2009 alle 09:40

    L’importante è essere cristiani e non religiosi.La religiosità non è venuta da Cristo,ma dalla mente umana,ed ha prodotto sanguinose battaglie tra esseri umani.Nella lettura dei Vangeli e delle lettere degli Apostoli di Cristo, si evince con chiarezza che questi uomini(gli Apostoli) vennero investiti da qualcosa di soprannaturale(lo Spirito Santo)che Cristo dona a tutte quelle persone che vogliono capire il perchè della Sua venuta.

    • ZaX
      14 ottobre 2009 alle 09:53

      Sono parzialmente d’accordo…
      Però ritengo che anche i Vangeli e le lettere degli Apostoli siano racconti scritti da uomini per gli uomini, anni dopo la venuta di Gesù, la cui divinità è un atto di fede che la religione ci ha portato a credere nei secoli…

      Gesù era un uomo come noi, probabilmente più illuminato e sicuramente con idee rivoluzionarie, ma la nascita da una vergine, i miracoli e la resurrezione non sono altro che sovrastrutture inventate negli anni per chi ci vuole credere.

      Uno può apprezzare e studiare le parole di Gesù senza per forza diventare Cristiano e credere a tutto il resto.

  7. been
    14 ottobre 2009 alle 09:45

    L’ateo non esiste.Quando dici di essere “ateo” ti fai dio di te stesso

    • ZaX
      14 ottobre 2009 alle 09:56

      Questa frase non vuol dire niente e sono le classiche cazzate cristiane messe in giro per screditare chi non lo è.
      Essere ateo significa essere “una persona che considera il concetto di essere soprannaturale come una costruzione mentale dell’uomo” (come ho scritto nell’articolo), e significa essere senza-Dio, avere idee proprie e un’etica fondata sul ragionamente privo di preconcetti.

      Cazzo, ho fatto un mezzo poema per spiegarlo e mi devo ritrovare ancora con qualcuno che scrive ‘ste cose.

    • Noemi
      23 dicembre 2009 alle 11:53

      Preferisco farmi dio di me stessa piuttosto che riconoscerne uno che razionalmente non esiste, che è frutto della fantasia dell’uomo e che viene spesso descritto come un iracondo.

  8. been
    14 ottobre 2009 alle 09:56

    oggi vediamo come in uno specchio in maniera confusa;. ma allora vedremo a faccia a faccia. Ora conosco in modo imperfetto ma allora…………

    L’uomo viaggia per fede. Prima di abraamo l’uomo si era macchiato di presunzione(le donne di quel tempo si accoppiarono con angeli decaduti) allora il Signore distrusse quegli uomini perchè si erano macchiati di presunzione, e salvò Noè e la sua famiglia. L’avvento di Cristo ci riporta ad interrogarci sulla nostra presunzione e ci offre una sola salvezza(quella di cuore giunta fino a noi dalla fede di abrramo). Gesù dopo la sua morte, restò per tre giorni negli inferi. In quei tre giorni gli apostoli ebbero paura e sconforto, ma poi la sua resurrezione e la venuta dello Spirito Santo,li esortò a nuova vita. Anche se tutto questo è inteso come simbologia,ciò non toglie che la rinascita dell’uomo non debba avvenire secondo la volontà di Dio. Forse noi siamo ancora in qui tre giorni e abbiamo il terrore che nessuno ci possa salvare.La morte è la liberazione della nostra sofferenza, ma perchè tutto questo, forse quello che vediamo è solo una nostra visione per farci crescere nello spirito(vedi Giobbe). Io vedo la sofferenza degli altri per crescere, gli altri vedono la mia per crescere. Siamo un solo spirito che grida ( Abba Padre )fino alla fine dei tempi,quando il Cristo si manifesterà come si è manifestato ai suoi eletti e lo Spirito Santo innondera su di noi e saremo liberi di amare Il Signore.Morte dov’è il tuo pungiglione(il pungiglione che produce la morte è il peccato(presunzione),ma Dio a vinto la morte.

  9. been
    14 ottobre 2009 alle 10:07

    Forse sei uno di quelli che credono che Gesù è stato il primo socialista.Questa si che è une vera invenzione dell’uomo politicizzato,Il credere di portare su questa terra una società di uguaglianza è e resta solo una mera illusione umana.

    • ZaX
      14 ottobre 2009 alle 10:13

      Macchè primo socialista, quello è ciò che vogliono pensare i “cristiani di sinistra”, io non sono cristiano e l’ultimo mio pensiero è portare il pensiero di Gesù dalla mia parte.

      Credere di portare una società di uguaglianza in questa terra è utopia, ma non provarci nemmeno vuol dire arrendersi, e aspettare ad una giustizia ultraterrena è vana speranza.
      Cercando di raggiungere l’impossibile si può arrivare ad una società non perfetta ma migliore, sperare solo nella vita dopo la morte non porta a niente.

      Grazie per i vari commenti, comunuque.

  10. mario nicolosi
    19 dicembre 2009 alle 16:18

    sono perfettamente d accordo con te.. fino dall antichita luomo e stato sempre alla ricerca di un dio. senza sapere che noi stessi siamo come lui soltanto che fino adesso non abbiamo saputo aprofittare delle possibilita che abbiamo in noi

  11. hilder
    22 dicembre 2009 alle 01:09

    L’importante è vivere… ma rispondiamo a questa domanda ma gli uomini vivono o si pongono troppe domande sulla propria esistenza?

  12. giovanni
    22 dicembre 2009 alle 01:55

    “E quindi sì, si può avere un’etica anche senza religione, anzi, senza religione si ha libertà di decidere cosa sia REALMENTE meglio per tutti, sia ha un’apertura mentale che non si fonda su ideologie vecchie che impiegano secoli per aggiornarsi ai cambiamenti della società, progressi che vengono sempre avversati da coloro che temono di perdere il proprio potere e la propria influenza.”

    Beh, dire che tutti gli uomini sono uguali e hanno pari dignità e possibilità nella vita, è una ideologia vecchia e non più attuale? Mi pare che, a guardare la società di oggi, ancora ci sia da lavorarci seriamente… Decisamente, ritengo assurdo questo discorso sull’etica senza religione. L’apertura mentale c’è sicuramente, ma non si può dire che sia “migliore”…

    • ZaX
      22 dicembre 2009 alle 14:29

      Ciao Giovanni, grazie per il commento.

      Certi aspetti della religione cattolica sono stati rivoluzionari e meritano grande rispetto, come appunto la forte spinta verso l’uguaglianza e le pari dignità.
      Altre cose sono profondamente errate e “vecchie”, quindi ritengo che delle persone realmente libere debbano autonomamente comprendere cosa sia giusto e cosa sia sbagliato, senza buttar via tutto della religione ma anche capendo dove questa sbaglia e dove si può migliorare.

      L’etica secondo me DEVE essere senza religione, perchè deve nascere da una riflessione razionale e personale, dal confronto con gli altri e dall’analisi delle opinioni di filosofi, delle varie religioni e dei liberi pensatori.
      Prendere l’etica preconfezionata della religione che domina nella società in cui viviamo è sbagliato e rischia di portare a terribili conseguenze (Islam terroristico o Cristanesimo crociato…)

  13. 23 dicembre 2009 alle 01:51

    Sono commosso… Non sono più “solo”, e non nel senso che l’ateo è “solo e triste”, ma nel senso che sono davvero poche le persone che hanno l’adeguata apertura mentale per porsi la domanda “Ma quello che mi hanno sempre detto, è vero? E se non fosse?”.

    Io, di educazione cristiana (mi fa terrore dirlo, ovvero ammettere di essere stato “obbligato a credere”), fondamentalmente sono ateo da sempre, perché sin da piccolo avevo il dubbio che qualcosa non fosse esattamente al suo posto e pian piano, con gli anni, sono giunto a questo livello di pensiero.

    Comunque, senza dilungarmi e accendere troppi fuochi, grazie della magnifica ora di profonda lettura.

    • ZaX
      23 dicembre 2009 alle 10:46

      Grazie a te per il commento, non siamo “soli”, anzi… siamo tanti ma isolati, sia perchè inferiori come numero, sia perchè da “liberi pensatori” ci piace evitare le masse e restare indipendenti.

  14. Giovanni
    27 dicembre 2009 alle 02:19

    *_* grazie! sono completamente d’accordo con te …
    con poche parole hai saputo esprimere il concetto di vero ateismo e sono commosso!
    io ho 18 anni e frequento un liceo statale ed essere atei non è facile in una comunità religiosa fino al midollo … un esempio? l’anno scorso sono stato censurato dalla preside perchè avevo scritto un articolo sul perchè posso definirmi ateo … che schifo
    e la cosa raccapricciante è che ancora oggi ci si ostini a credere alle panzane dei sacerdoti che dal loro pulpito predicano odio, intolleranza ed ignoranza …
    ancora grazie per avermi fatto capire che non siamo soli e che non sono l’unico pazzo furioso che non crede in un fantomatico dio

    “il sonno della ragione genera mostri”
    francisco goya

  15. tampo
    28 dicembre 2009 alle 21:52

    altro ottimo articolo sam!

  16. Simone
    3 gennaio 2010 alle 01:40

    Hai scritto molto a lungo e non ho il tempo di rispondere su tutto, quindi faccio solo 3 piccoli appunti per iniziare:

    1) Non si può paragonare Cristo a Zeus o agli dei, perchè Cristo è esistito e ne abbiamo testimonianza.

    2) Sulla base di cosa credi che la versione di Cristo presentata dai vangeli sia stata mitizzata?
    E poi, quale grande carisma doveva avere questo uomo affichè delle persone arrivassero a credere che si trattasse del figlio Dio, e fossero disposte a dare la vita per lui? Secondo te è qualcosa che può venire da un uomo?
    Ricordo che la Sua venuta era già annunciata dall’ antico testamento…

    3) Se davvero fai affidamento sulla ragione, e tu stesso hai detto di non poter dimostare la non esitenza di Dio, non saresti più coerente a dichiararti agnostico?
    Per credere nella non esistenza di Dio è necessaria la fede così come per credere nella sua esistenza…

    4) Per quanto io conosca non esitono contraddizioni tra le verità scientifiche e le verità di fede, infatti credere in Dio è estremamente ragionevole.

    Ti consiglio di vedere qualche video di Danilo Valla su youtube…

    • ZaX
      13 gennaio 2010 alle 17:10

      Cristo è esistito ma praticamente tutte le sue “opere” sono miti o leggende, non dimostrabili e opere di fede di chi ci vuole credere.
      Basta vedere quando sono stati scritti i vangeli, anche 70 anni dopo la sua morte…

      Comunque il suo carisma non si mette in dubbio, così come non metto in dubbio che sia stato un grande uomo che merita enorme rispetto, come Buddha e pochi altri che hanno saputo cambiare le vite di milioni di persone con insegnamenti ancora validi.

      Questo non significa credere ad una religione e a un Dio creatore, significa essere obiettivi.

      3) Come ho scritto, mi sento ateo perchè tutti gli indizi vanno contro l’esistenza di un Dio e tendono a mostrare che è l’uomo a creare la religione per difendersi dall’inconscio. Non ho la certezza ovviamente, ma non sta a me dimostrare l’inesistenza di Dio, sta a voi dimostrarne la presenza.

      4) Credere ai dogmi religiosi e alla Chiesa è irragionevole, non ha alcun senso una volta capito da dove derivano e perchè.
      Credere in Dio invece può non contrastare con la scienza, se lo si eleva ad un concetto metafisico completamente distaccato dalla Terra. Più o meno come fa @hanabi nel post seguente a questo: “commenti a Dio non esiste”.

      Quando riesco guarderò dei video di “Danilo Valla”, mi piace sentire cose sull’argomento religione, anche se contrarie (basta che non si perdano in ragionamenti filosofici inutili che lasciano il tempo che trovano)

      Ciao e grazie del commento

  17. Simone
    3 gennaio 2010 alle 02:03

    Inoltre è difficile credere nella mitizzazione dei vangeli, perchè se li leggiamo vediamo che il messaggio di Cristo è centrato sulla sua divinità e sul regno dei cieli, quindi casomai divremmo credere che sono quasi stati inventati di sana pianta, che è ancora meno credibile, viste le corrispondenze che esistono tra i diversi vangeli…

    • ZaX
      13 gennaio 2010 alle 16:38

      Beh, i Vangeli prendono spunto uno dagli altri, quindi le corrispondenze non sono così difficiili da spiegare…

      In ogni caso non metto in dubbio l’esistenza di una persona chiamata Gesù (ok, in realtà si chiamava YHWH in ebraico), ma le leggende che si sono create attorno a lui per fondarne una religione e una Chiesa.

  18. maria
    30 gennaio 2010 alle 17:05

    Sei grande Sam! … te l’avevamo già detto…??!…adesso aggiungo: grande è l’impegno, grande il tempo dedicato allo studio, grande la disponibilità a comunicare con tutti, grande il desiderio di conoscere, di capire …ma più di tutto grande il desiderio di vivere almeno senza scegliersi le proprie schiavitù! E, come diceva la scrittrice V.Woolf, meno legami fittizi si hanno, meno privilegi e diritti legati a caste di ogni tipo… più si è liberi di agire seguendo il proprio pensiero. Chiaramente… grandi anche tutti quelli che, come te, ragionano e si confrontano. maria

  19. glrella
    1 marzo 2010 alle 23:45

    Se posso farei qualche precisazioni:

    1) I Vangeli di Luca e di Matteo (gli unici che parlano del concepimento, della nascita e dell’infanzia di Gesù) sono chiarissimi nel dire che Gesù è stato concepito per mezzo dello Spirito Santo e non da un uomo. Basta riguardare l’annunciazione di Luca o il brano di Matteo in cui Giuseppe medita di licenziare in segreto Maria (per non farla lapidare), credendola adultera, ma ritorna sui suoi passi quando un angelo in sogno gli dice che Gesù è stato concepito per opera dello Spirito Santo.

    2) Come fai a dire che la Chiesa “cambia completamente interpretazione”?
    Nessun dogma è mai stato contraddetto dalla Chiesa e il messaggio del Vangelo è lo stesso da sempre. Se ti riferisci alla regola del celibato per i preti questa è semplicemente una norma e non è nemmeno universale in tutta la chiesa cattolica. I preti greco-cattolici si possono sposare (a patto che lo facciano prima della consacrazione sacerdotale) e questa norma potrebbe cambiare in un senso o nell’altro senza per questo cambiare di una virgola l’insegnamento di Cristo.
    Nel Nuovo Testamento sono contenuti solo consigli relativi al celibato, quindi nulla di definitivo.

    3) La religione è usata dai guerrafondai esattamente come tutti gli ideali (libertà, giustizia, fratellanza, amore per la patria, …. persino la pace): secondo te quindi bisognerebbe rinunciare anche a tutti gli ideali?

    Prova a ribaltare le tue domande e vedrai che sono perfettamente plausibili anche per un ateo:
    Avete mai VERAMENTE pensato che la non esistenza di Dio possa essere tutta un’invenzione dell’uomo per difendere se stesso?
    Cosa cambiarebbe per te l’esistenza di Dio?
    Sei sicuro che se Dio esiste la tua vita non ha più senso?
    Hai paura che Dio ponga un limite alla tua libertà che non sia più padrone di porti degli obiettivi?

    Per un credente la libertà dell’uomo è dono di Dio. Il libero arbitro è un dono grandissimo e che comporta una grande responsabilità da parte dell’uomo.
    Per capirlo meglio potresti provare a leggere la parabola del padre buono (anche detta del figliol prodigo) LC 15,11-32. Ti prego, non dire la conosco già, sono solo poche righe: prova a leggerla con attenzione e meditarla un pochino.

    Ciao,
    Giuseppe

    • ZaX
      2 marzo 2010 alle 12:39

      Rispondo subito alle tue precisazioni:

      1e2) non ho capito dove io abbia detto il contrario. Se ti riferisci alla frase “Gesù non ha mai detto di essere nato da una vergine concepita per volere di Dio”, lo confermo.
      Tu ti rifersci a cosa trovi scritto nei vangeli, interpretando alla lettera delle frasi a cui dai valore “storico”. In altri casi queste parole sono considerate “metafore”, in base allo spirito del tempo in cui viviamo (ecco perchè dico che la religione cambia nei secoli!).

      Quando affermo che la Chiesa “cambia completamente interpretazione” infatti non mi riferisco a cambiare il testo sacro, che rimane sempre lo stesso, ma al cambiamento nel modo di leggere ed interpretarne il significato.
      Basti pensare al “fermati, o sole” contro Galileo, all’interpretazione creazionista dell’Eden contro Darwin, ma anche alla lettura anti-omosessuale di certi passi che molto probabilmente verranno visti diversamente fra un paio di generazioni, in base alla naturale evoluzione della società.
      Per non parlare del vecchio testamento, in cui si trovano certi passi di una violenza estrema, che hanno dato una scusa “divina” all’oppressione delle donne e alla schiavitù (mai realmente contrastata in quei testi).
      [tra l’altro anticipo che sto preparando degli articoli su queste incredibili parole di odio presenti nell’antico testamento]

      3) certamente la religione, così come molti buoni ideali, viene usata e deformata dai potenti a proprio vantaggio, e questa non è una sua colpa.
      Infatti il mio post evita il più possibile di parlare delle “malefatte” effettuate in nome del cristianesimo (innumerevoli), puntando più che altro su altri problemi causati dalla fede.
      In ogni caso, a voler restare su questo argomento, lo sfruttamento della religione è molto più pericoloso dell’uso di altri ideali, come vediamo bene in questi anni… promettere con certezza il paradiso e 77 vergini in cambio di un attentato suicida è molto più allettante che promettere una possibile società egualitaria terrena in cambio di un sicuro sacrificio in battaglia…

      altro)
      Le domande un ateo se le fa sempre, dopotutto si “nasce” religiosi (nel senso che la società ti spinge ad esserlo) e per diventare atei si deve seguire un percorso tortuoso (atei, non menefreghisti, che sono capaci tutti!). Con le mie domande volevo solo spingere le tante persone credenti “perchè sì” a riflettere di più sulla propria fede, a chiedersi come mai se fossero nati 2000km a sud sarebbero musulmani, 1000km a nord e sarebbero protestanti, e così via.

      Ripeto la domanda: “La non esistenza di un essere superiore cambierebbe veramente qualcosa?”. Tu saresti meno buono o avresti una diversa concezione del giusto e dello sbagliato? Spero di no, sarebbe preoccupante!
      E poi, il senso della vita dipende solo dalla presenza di Dio? Sarebbe triste!

      Cmq rispondendo in modo diretto alle tue domande “rovesciate”:
      a) la non esistenza di Dio non è una difesa per l’uomo, che anzi senza entità sovrannaturali si trova da solo nell’universo, senza risposte e obiettivi assoluti. Una persona non si inventa le cose a proprio svantaggio, ma le osserva e faticosamente accetta lo stato dei fatti. Essere atei è difficile.
      b) l’esistenza di Dio non cambierebbe assolutamente nulla, mi comporto già come meglio posso, Dio è ininfluente
      c) se Dio esistesse la mia vita avrebbe lo stesso senso che ha ora: quello che io, e non altri, stabilisco debba avere
      d) Dio (quello deista, visto come “creatore dell’universo), se esistesse, non porrebbe nessun limite alla mia libertà. La religione invece sì, dato che stabilisce regole di vita, una morale, dei riti, delle preghiere e delle consuetudini a cui dovrei sottostare. Preferisco capire da solo cosa sia giusto e cosa no (esempio? fare l’amore prima del matrimonio, quando si ama davvero, è cosa buona e giusta).

      Per quanto riguarda la parabola del padre buono, non mi sento assolutamente come un figliol prodigo, non ho “sprecato tutte le mie ricchezze in banchetti e prostitute”, vivo la mia vita come meglio posso stabilendo cosa sia giusto e cosa sia sbagliato cercando di apprendere il più possibile stando “sulle spalle dei giganti” (che includono anche Gesù, ma non solo!), leggendo tutto il possibile e formandosi un’idea autonoma, indipendente e il più possibile libera dai pregiudizi.

      Ciao!

      Ciao!

  20. glrella
    2 marzo 2010 alle 22:42

    Ciao Sam, scusa se mi sono spiegato male.
    Inizio dall’ultimo punto: io citavo la parabola del padre buono come esempio della libertà che Dio concede ai suoi figli: gli dà in anticipo doni, come la vita (che sono le ricchezze della parabola), senza imporgli come viverla, cioè lasciando che ognuno faccia liberamente le sue scelte. Non mi sarei mai permesso di paragonarti al figliol prodigo, anche se in fondo lo siamo un po’ tutti.
    Il Vangelo distingue chiaramente ciò che è veramente avvenuto (sempre con la libertà di crederci o meno) da ciò che è figurato (parabole, metafore ecc.). Non così l’Antico Testamento in cui i midrash sono inseriti insieme alle vicende storiche e spesso si intrecciano con esse, per cui non è semplice distinguere le une dalle altre.
    Tutte le religioni monoteiste credono dell’esistenza di un solo Dio …. pensa un po’ al paradosso: il Dio degli Ebrei, dei cristiani, dei mussulmani è sempre e solo lo stesso Dio e in suo nome abbiamo combattuto sanguinosissime guerre (crociate) e le combattiamo ancora … pensiamo al conflitto ebraico-palestinese o agli attentati degli integralisti islamici. Io continuo a sostenere che il male non è per niente la religione, ma chi la sfrutta per i suoi scopi o chi la interpreta in modo completamente contrario al suo reale messaggio.
    Grazie a Dio (non solo in modo figurato) ci sono sempre state e spero ci saranno sempre persone che vivono il Vangelo e il suo messaggio e si mettono al servizio dei fratelli che più ne hanno bisogno (missionari e missionarie al servizio degli ultimi). Certo qualcuno può dire che in fondo lo fanno solo per fare altri proseliti, ma io ho servito per un anno in una mensa per i poveri gestita da suore di san Vincenzo e loro non hanno mai chiesto il certificato di battesimo a nessuno.
    Certo, del bene che fanno coloro che seguono l’esempio e l’insegnamento di Cristo si parla molto poco, mentre se succede qualche scandalo nelle file della chiesa la notizia è subito in prima pagina.

  1. 26 ottobre 2009 alle 07:00
  2. 16 marzo 2010 alle 14:46

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