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Nubi di ieri sul nostro domani odierno

Generalmente si pensa che gli ingegneri del campo informatica/telecomunicazioni/elettronica trovino facilmente lavoro, prendano un mucchio di soldi e non abbiamo alcun problema.
Cazzata.

Cerco di darvi un’idea dopo (quasi) un anno di esperienza e un bel po’ di chiaccherate con colleghi nella stessa condizione.
Nel mitico mondo del lavoro degli ingegneri ICT a Milano post-2000 la quasi totalità dei giovani viene assunta come “consulente”. Questa mitica figura non indica (cito wikipedia) “una persona che, avendo accertata esperienza e pratica in una materia, consiglia e assiste il proprio cliente nello svolgimento di atti, fornisce informazioni e pareri“, bensì “un giovane inesperto da usare come vacca da latte da cui spremere tutto il possibile e poi cacciare senza vincoli di legge appena le cose vanno male”.

Ecco come funziona:

– la vacca viene assunta generalmente con stage obbligatorio di 3-12 mesi (a me è andata bene grazie al Master) e mandato immediatamente in azienda (loro lo chiamano “learning on the job ma in realtà significa “facci guadagnare fin da subito e silenzio!”

– all’azienda in cui ti mandano spesso i dipendenti di guardano storto perchè sei un consulente-esterno-per-cui-devi-risolvere-tutto e invece non lo fai

– a fronte di uno stipendio di 10, la tua società di consulenza prenderà minimo 40

– pagandoti così tanto l’azienda in cui lavori si aspetta che tu sappia fare tutto e subito e che lavori 12 ore al giorno per raggiungere ottimi risultati in tempi minimi

– mentre i dipendenti hanno mille agevolazioni dovute al contratto indeterminato, tu sei carne da macello che può essere rispedita in sede da un giorno all’altro e nessuno si preoccupa che tu stia organizzando la tua vita per lavorare nell’azienda, prendendo casa, studiando come spostarti (compro l’auto?), con tutti i mille problemi con amici, fidanzata etc etc

Inoltre, nell’azienda in cui sei “prestato” difficilmente si lavora con colleghi della stessa società di consulenza, perchè lo scopo delle aziende è assumere persone da diverse compagnie, per “avere maggiori sicurezze e non appoggiarsi su una sola società” (dicono loro) “perchè così se vi trattiamo a pesci in faccia non potete farci un cazzo che avete tutti contratti diversi” (dico io).

Detto questo, passiamo alla mia esperienza diretta.

Io mi ritengo SUPER fortunato ad aver trovato un’azienda che mi ha affiancato persone di grande valore, da cui ho imparato moltissimo. I colleghi delle varie società di consulenza sono bravissimi, non c’è l’astiosa rivalità classica di certi ambienti lavorativi e gli orari di lavoro sono ottimi e flessibili.

D’altro canto l’azienda in cui sono stato mandato (motivo per cui ho accettato l’offerta di lavoro), cioè Nokia Siemens Networks, sta dando in outsourcing tutto il reparto Ricerca & Sviluppo a società Indiane, Vietnamite o chissà dove, basta che sia a basso costo e looooontano dall’Italia.
Buona parte dei dipendenti sono stati convinti ad andarsene con lauti “pacchetti” di addio di 2-3-4 anni di stipendio (oltre alla normale liquidazione!), sono supportati passo-passo da agenzie di ri-collocamento e comunque hanno dei sindacati che li aiutano e difendono (più o meno).
A noi consulenti (ormai la maggioranza dell’azienda, che consisteva di circa 700 persone) non viene detto assolutamente nulla di quello che sta succedendo (lo sappiamo chiedendo ai dipendenti), spesso non abbiamo alcun preavviso sulla scadenza del contratto (gente ha saputo il 23 dicembre che doveva andarsene i primi di gennaio) e non possiamo certo scioperare contro un’azienda che ci ospita, ma non ci paga direttamente e quindi non ha un rapporto diretto con noi (che siamo assunti dalla società di consulenza che non ha nessun potere sulle decisioni di Nokia).

Nonostante tutto, sono consapevole che la mia posizione è comunque nettamente migliore di quella di tutti coloro che hanno studiato in facoltà umanistiche-giuridiche-psicologiche, che hanno stipendi minori, tempi di attesa lunghissimi e contratti al limite della schiavitù (quando riescono ad avere un contratto!!!).

E mentre il paese va a puttane, giustamente i nostri governanti si adeguano.

Bella merda!

Nokia: disconnecting people

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  1. Antonino
    20 luglio 2009 alle 11:35

    Ciao.
    Condivido (come i miei colleghi “dipendenti”) tutte le preoccupazioni e i disagi dei colleghi consulenti e se questo non lo hai percepito forse hai incontrato le persone sbagliate.
    Infatti abbiamo sempre cercato di coinvolgere nelle nostre iniziative di protesta tutti i consulenti ma molti aimé non hanno capito che se NSN chiude a casa ci andiamo tutti.
    Il pacchetto di incentivo all’esodo è stato accettato da chi non ce la faceva piú a lottare contro i mulini a vento.
    Anch’io avrei potuto accettarlo e sarei rimasto a casa con 2 anni di stipendio. Dopo dieci anni che lavoro qui. Con moglie e figlio a carico. In un momento in cui nessuno ti piglia perché “C’E’ CRISI!”.
    Mi spieghi dove sono tutti sti vantaggi per i dipendenti?
    Comunque hai tutta la mia comprensione per il fatto che vi trattino coi piedi, sicuramente noi qualche vantaggio rispetto alla vostra posizione lo abbiamo.

    http://www.facebook.com/profile.php?id=1099000216&ref=nf#/group.php?gid=77168510140&ref=ts
    http://www.youreporter.it/video_FUNERALI_DELLA_RICERCA_per_la_NSN_di_Cinisello_Balsamo_1

    • logzero
      20 luglio 2009 alle 12:03

      Ciao Antonino, forse mi sono espresso male nel post, ma non ce l’ho assolutamente con i dipendenti, ma piuttosto con il trattamento che ci riserva Nokia-Siemens, da cui non abbiamo mai nessun comunicato ne notizia se non al momento in cui dobbiamo andarcene.

      Chi ha preso il pacchetto di incentivo ha fatto benissimo.
      Purtroppo conosco persone che sono consulenti da oltre 6 anni e oltre a non aver alcun incentivo vengono allontanati da un mese all’altro senza nemmeno un grazie-arrivederci.

      Spezzo una lancia anche a favore dei consulenti non-troppo-presenti agli scioperi… purtroppo essendo dipendenti di un’altra azienda che non ha alcuna colpa della situazione che stiamo vivendo, scioperare è un gesto quasi fuori luogo… quindi vi esorto a fare altre operazioni come quella di venerdì, cioè “chiudere” gli ingressi in modo da darci una scusa per non entrare in azienda
      🙂

      Ottimi i video su youreporter comunque, speriamo facciano un po’ di presa sull’opinione pubblica, per lo meno…

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